Astracon 2008: impressioni
C’é veramente tanto da dire, e il mio dono della sintesi non sempre mi aiuta. Ci proverò. Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziare gli sforzi dei ragazzi della Frogram, che hanno dato il massimo per rendere coinvolgente l’Astracon.
Venerdì 18 aprile: mostra di Michelangelo Miani, Gatto e Giorgio Raffaelli (Iguana Jo).

Decisamente una bella mostra con immagini interessanti che variano fra street art (Gatto), surrealismo astratto (Miani), fotoritocco digitale veramente ispirato (Raffaelli). Un tocco di classe che nell’Astrolabio di Villasanta non può che fare buona figura.
Ore 18:00> aperitivo. Buone le pastelle col wurstell e i panini con le olive, di certo è fra le cose più buone della serata.
Ore 21:00 > Star Wars Dark Resurrection. E qui son dolori.

Ci sono due cose al mondo che odio: i fan di Star Wars e gli omaggi amatoriali. Mischiare insieme queste due cose equivale non solo a non avere idee ma anche essere “succube” delle proprie passioni al punto da non vedere altro. Come dicevamo io e Antares666, si tratta di una fusione fra Il Signore degli Anelli e Star Wars: okay, si tratta di uno science fantasy ma a tutto c’è un limite. Belli effetti speciali, conditi dalla presenza di un paio di stangone che non ci stanno mai male, ma per il resto, nulla. La protagonista Hope (che nome originale) e il suo maestro Wui Mar devono affrontare il cattivone di turno: Sorran (pronuncia francese di Sauron?) , il quale anela a diventare la Living Force attraverso lo scioglimento di un sigillo che si trova sul pianeta Eron. L’ennesima lotta fra bene e male, flashback della protagonista col classico “ritorno alle origini”, e tante spade laser. Il regista, dentista di professione, non contento di aver girato un pessimo film con ottimi mezzi, ci anestetizza durante l’interminabile ora, con astronavi e viaggi astrali, jedi e sith che si ammazzano di botte fino al prossimo “continua nel volume 2″, che farò a meno di vedere, se possibile. Decisamente uno spreco di risorse, persone e strumenti.
Sabato 19 aprile. Ore 15:00 incontro interessante con l’autore di Nathan Never. Alla mia domanda “cosa deve fare il fumetto di fantascienza italiano per decollare?” l’autore replica con “darsi al cinema o puntare all’estero”. Andiamo bene…
Ore 18:30: Sentinella. Simulazione teatrale con pupazzetti e oggetti scenici self-made, del celebre racconto di Frederick Brown, noto in tutte le antologie scolastiche che si rispetti. Malgrado la bravura dei due attori, la lentezza con cui si svolge il tutto, nell’oscurità dell’Astrolabio, rimanda effetti soporiferi. Bel tentativo, però.
Ore 21:00: Next Con 2.
Sala A. Si inizia col cortometraggio “La 31esima ora” con Special Guest Sandro Battisti (Zoon). Bel film che richiama il cinema muto anni 30, con sistemi lo-fi che perché no, possono andare. Forse solo le scritte di intermezzo, rappresentanti gli appunti del protagonista, le avrei fatte durare un pelino di più, per consentirmi di leggere meglio. Inoltre la parte matematica e alchimistica le avrei approfondite ancora, dal momento che non solo non hanno preponderanza nel corto, ma vengono tralasciate come prive d’importanza: questo ti lascia l’amaro in bocca nell’esprimere un giudizio su un corto che dall’inizio alla fine ti cattura, con un finale che ti lascia spiazzato. Nel complesso, un buon prodotto, e spero che nelle prossime produzioni si faccia ancora meglio, visto che si ha un buon punto di partenza.
Sala B: Nextcon 2. Performance mia e presentazione del mio libro di poesie. Niente di particolare. Grande reading di Luka Kremo Baroncinij, che ci legge un pezzo del suo nuovo libro “Gli occhi dell’anti-Dio” e declama per la prima volta alle mie orecchie, il “Manifesto del Connettivismo“. Noi… saremo… tutto!
Domenica 20 aprile. 14:30: proiezione cortometraggi di fantascienza, uno più bello dell’altro. Simpatici i Licaoni, molto ben fatto il loro Last Blood che parla di un futuro tetro post-morbo senza nome, con interessante inversione dei ruoli rompendo la tradizione dei vari “l’ultimo uomo sulla terra”.
Diabolico il corto Con gli occhi di domani, bell’omaggio (originale!) all’ “uomo dalla vista a raggi x” di Corman.
Stupendo E:D:E:N: erano anni che bramavo vederlo. Ben fatto, bella trama, bravi gli attori e gli effetti speciali.
The Silver Rope: orgasmo puro, dalla prima all’ultima scena. Una trama accattivante e originale che secondo me dovrebbe rappresentare il futuro della fantascienza. Stupenda la fotografia, l’uomo alla finestra col vaso e le edere che avvolgono il condominio ricordano le opere del surrealista Magritte, in qualche modo. Belli i dialoghi, la caratterizzazione dei personaggi, il finale poetico. Ed è applauso. Bravi.
Ore 21:30 Presentazione dell’antologia connettivista “Frammenti di una rosa quantica”, con declamazione da parte del signor Gazzola del suo racconto “Confiteor”, con pathos e bravura teatrale.
Ore 23:00: Conferenza finale. Si parte: Paolo Attivissimo (ma è un soprannome?), Silvio Sosio, Gabriele Rossi Giuseppe Lippi e Alan Altieri ci deliziano con mole di informazioni non indifferenti sul futuro del postumanesimo, chi con visioni positiviste, chi con verosimile pessimismo entropico (Altieri ghhghg). Le domande sono quasi tutte sensate finché un non meglio specificato omino fra il pubblico non pone una strana domanda: “che valore ha la profezia nei nostri giorni postumani epistemologici asintotici protoiniziatici servoionici steroidali cablati cariatidi linfatici asmatici transavanguardistici, etc, etc…” e così via per circa cinque minuti. Certo, la tentazione di porre fine a quel mostruoso tagatà filosofico con una fionda al bromuro è forte, ma preferisco andare ad affogare il mal di testa in una weiss urgentissima, che scolo all’istante. Spettacolare il curatore della collana Urania Giuseppe Lippi, che risponde con un sincero e plateale “non ho capito niente!”, e ancora più eroico il Gabriele Rossi che cerca di rispondere.
Nel complesso, una bella esperienza. La Brianza ha un che di accogliente che ti induce a tornare, con le sue montagne e fiumi, i suoi alberi imponenti, le sue costruzioni e parchi. Arrivederci!
Aprile 28, 2008 a 8:11 am
Presto il faustiano Gabriele Rossi trasmigrerà in un mio racconto, che spero riuscirò a far pubblicare…
Una radiosa settimana a te, carissimo!
Marco